Pieve di S. Gregorio Magno
Pieve è la denominazione con cui vengono indicate generalmente delle Chiese antichissime sorte intorno all’anno 1000. 
La pieve di Castel Ritaldi, dedicata a S. Gregorio , sorge poco fuori del centro abitato in aperta campagna.
Presenta i maggiori motivi di interesse nella facciata.
Nella parte superiore del portale c’era il rosone attualmente rimurato nel campanile.
Al centro del rosone c’era l’Agnus Dei ed intorno la scritta : Animalia sanctorum quattuor hunc agnum clangunt (Gli animali dei quattro santi acclamano questo agnello).
Ai lati del rosone i simboli dei quattro evangelisti :
il bue simbolo di S. Luca, il leone simbolo di S. Marco:l’aquila simbolo di S. Giovanni e l’angelo di S. Matteo.
Entro lunette, due maschere demoniache: a sinistra Pamea, a destra Genofalus Inferus ed ai rispettivi lati due profeti: Geremias e Jezechiel.
Il portale è formato da quattro ghiere.
Sulla ghiera interna una figura maschile alata.
Dal centro si dipartono dei tralci con genietti che addentano le uve, inoltre mostri, leoni, grifoni, pantere e la figura di un cavaliere su di un leone.
Nell’interno della Pieve un piccolo frammento scultoreo murato sulla parete destra con tre volti virili, frammento di un sarcofago del IV secolo e due epigrafi romane: una fa da gradino al fonte battesimale; l’altra fa da mensa all’altare.
La Pieve fino al 1818 fu la parrocchia di Castel Ritaldi.
Chiesa di S. Maria - Edificata tra il XIV e XV secolo.
Custodisce nel suo interno la Madonna della Misericordia, pregevole opera di Lattanzio di Nicolò Alunno ed un interessante affresco di Tiberio d’assisi, raffigurante il Padre Eterno, la vergine, gli Angeli e santi.
Chiesa di S. Nicola – l’edificio sacro del XV secolo.
Evidenzia un bel portale del 1486 e all’interno conserva un affresco della Scuola dello Spagna.
Chiesa di S. Quirico – E’ importante perché vi è stata ritrovata la Lex Spolentina (Lex Lucaria), reperto oggi custodito nel Museo Civico di Spoleto che proibiva il taglio degli alberi in un bosco sacro dedicato a Giove.
Se qualcuno violava la legge, doveva offrire un bue al dio come sacrificio.
Santuario della Madonna della Bruna.
E' uno spettacolare esempio di architettura rinascimentale bramantesca, fu dedicato in seguito ad un miracolo, proprio sulla riva del torrente Tatarena.
La chiesa è a navata unica forma di croce circondata da tre absidi di uguali dimensioni.
L’altare maggiore è decorato con un grande affresco raffigurante la Madonna della Bruna attribuito a Tiberio di Diotallevi. Gli affreschi dell’abside sono opera di Pier Matteo Piergili
La leggenda racconta che nel giugno 1706 un gruppo di pellegrini che si recava a Montefalco per venerare la Beata Chiara, sostò all’ombra delle querce secolari in riva al torrente.
Quando si alzarono per riprendere il cammino non riuscirono a risollevare lo stendardo se non dopo aver fatto dipingere sul muro della chiesa l’immagine rappresentata sullo stendardo stesso.
Il giorno dopo quando il pittore si recò sul luogo per terminare il lavoro, vide che esso era stato ultimato per mano divina.
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